Il Rifugio e la sua storia

Inaugurato nel 1947, il Rifugio Giaf appartiene al Comune di Forni di Sopra ed è stato affidato alla omonima Sezione del CAI.

Il Rifugio con il piccolo parco giochi
E’ situato alla base del Coston di Giaf, su un ripiano boscoso, fra il pascolo del vecchio Cason di Giaf (40 m più in basso) e la mulattiera che porta alla Forcella Scodavacca. L'ambiente è tipicamente dolomitico con cime frastagliatissime ed arditi torrioni dalle pareti nude e lisce che contrastano magnificamente con il verde dei boschi situati sui più dolci versanti alla loro base.

La cappelletta votiva
Un tempo sul luogo esisteva una malga; i lavori per la trasformazione in rifugio iniziarono nel 1938 ad opera della Guida Alpina Iginio Bianchi Coradazzi (che in quei luoghi faceva il pastore), con l'aiuto della moglie e dei figli. Nel trasporto del materiale dal fondo valle collaborarono anche alcuni volenterosi del paese di Forni di Sopra; ciò permise anche la costruzione della cappella votiva in memoria di Erminio Cella.

Il rifugio è una solida costruzione in muratura su tre piani. Al pianterreno si trovano il bar, la cucina e un'ampia sala di pranzo con circa 45 posti a sedere. L'arredamento in legno crea un'atmosfera calda e accogliente, tipica di un rifugio alpino, resa ancora più caratteristica dalle presenza del “fogolâr” friulano.

Le pitture murali dell’artista Paolo Zanussi, eseguite verso il 1970, rappresentando alcune situazioni tipiche della vita friulana di un tempo (l’osteria, la vecchia cucina friulana, la pigiatura dell’uva, la marcia degli alpini ecc.) rendono la sala un ambiente unico e originale.


Al primo piano si trovano una stanza a 4 letti, una a 6 letti, due stanze con 10 posti letto in letti a castello, due bagni completi di doccia e due  gabinetti. Al secondo piano vi è una camerata con 16 posti letto in letti a castello e alcuni altri posti di emergenza.
Nel vasto spazio che lo circonda, oltre a numerosi tavoli rustici, si trova un piccolo parco giochi a disposizione degli ospiti.

Il locale invernale si trova  nell'edificio (ex stallone della malga) che si trova accanto al sentiero di discesa, circa 50 metri al di sotto del rifugio.

Storia

Dove adesso sorge la cappella votiva, c’era una malga utilizzata dai pastori di Forni. Iginio Coradazzi detto “Bianchi”, forte conoscitore ed alpinista della zona, pensò di costruire un ricovero per tutti gli appassionati di montagna.
Fu così che nel 1938, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale  ed alla partecipazione di molti fornesi, iniziarono i lavori di costruzione del Rifugio Giaf nella  sua attuale ubicazione.
Il rifugio ultimato venne custodito saltuariamente e durante la guerra fu occupato per un periodo dai cosacchi.
Finalmente il 27 Luglio 1947 il rifugio viene inaugurato con il suo primo gestore: Iginio “Bianchi” Coradazzi. La gestione di Coradazzi durò sette anni, dal 1947 al 1954, durante i quali fu sviluppata la palestra di roccia Zamolo. Inizialmente viene dato in affidamento alla SAF di Udine e  dal 1980 CAI Sezione di Forni di Sopra
Bianchi dunque abiterà in Giaf con la sua famiglia fino alla sua scomparsa nel 1952 (le sue ultime parole sono state “datemi il sacco e la piccozza”), quindi resteranno la moglie Rina Schiaulini ed il figlio Lino Coradazzi fino al 1954.
Successivamente si avvicenderanno i seguenti gestori:
  • 1955: Mario Micoli, alpinista udinese
  • 1956: Angelo Ferigo detto “Bic”, e Giulio Schiaulini detto “Gui”.
  • Dal 1957 al 1969: Luigi Galiussi, detto “Biondo”  con la moglie Elisabetta e l’aiuto della Rina vedova Bianchi. Nel 1969 il salone e la cucina vengono ampliati e viene costruito un bagno.
  • Dal 1970 al 1972: Ugo Coradazzi, guida alpina, figlio di Bianchi
  • Dal 1973 al 1977: Anita Cella con la sua famiglia.
  • Dal 1978 al 1979: Giglio Ticò detto “Camicia” e suo fratello Arturo.
  • Dal 1980 al 1996: Marco De Santa con la sua famiglia. ha ideato e tracciato con l’aiuto del locale Corpo Forestale l’Anello di Bianchi. Nel 1980 vengono costruiti due bagni e due docce e viene ampliata la cucina. Nel 1990 vengono costruiti i bagni al primo piano, vengono ampliate le camere e viene cambiato il manto di copertura del tetto.
  • Dal 1997 al 2005: Lozza Stefano detto “Profeta” ed Alessandra Pertuso con la loro famiglia. In questi anni il Comune di Forni finanzia la centralina. Molti sono gli interventi di finitura, miglioramento ed adeguamento del rifugio effettuati durante questa gestione.
  • 2006: la guida Alpina Oreste Bortolotti con la moglie Barbara Feltrin ed i figli Daniele,Veronica e Valentino. In questo anno viene ampliato internamente il bar.
  • Dal 2007 al 2010 la gestione del rifugio ritorna alla Famiglia De Santa: Marco, Graziella, Flavio e Roberta.

Dal 2011 a oggi Dario Masarotti con Antonietta Spizzo. In questo periodo viene completamente attrezzata e messa a norma la cucina, migliorata la zona bar e la sala da pranzo, sistemata una zona lavaggio esterna e una grande veranda coperta. Vengono rinnovate molte delle panche esterne. Sono stati installati anche dei pannelli fotovoltaici sul tetto e attuate tutte le misure antincendio.